
Antonio Torino nasce a Maratea (Potenza) e frequenta la scuola
Alberghiera di Potenza. Visto che il sud d’Italia, a quel tempo, non
offriva grandi possibilità di lavoro, negli anni settanta, si
trasferisce a Reggio Emilia e trova lavoro come aiuto cuoco. Nel
corso degli anni, Antonio, fa importanti esperienze nelle cucine
dei più quotati ristoranti dell’Emilia e all’estero. Autodidatta per
necessità . In Emilia si è trovato bene e apre, nel marzo del 1981,
a S. Ilario d’Enza, il Mamma Rosa. Nel 1992 Antonio trasferisce
il Mamma Rosa a San Paolo D’Enza. Il ristorante gestito insieme
al socio Savino Nardò che cura la pasticceria, la sala e i vini. La
brigata di cucina composta dal figlio di Antonio, Fabio,
specializzatosi al Nazareno di Capri e da due aiuti Nadia e Bouchra.
Il ristorante propone una cucina di pesce e punto di forza sono i
prodotti della Puglia quali farine, olio extravergine di oliva e
legumi prodotti dalla famiglia Nardò a Canosa di Puglia. Tra le
altre specialità della casa il pesce di mare crudo e cotto,
capesante stufate, zuppa di moscardini e scarpette dell’Adriatico.
Il Mamma Rosa si fregia di una stella Michelin dal 2002 ed è
presente in tutte le guide gastronomiche con lusinghieri giudizi.
Ricette
Rigatoni di grano duro con ragù di lumachine

In una pentola capace cuocere le lumachine
in abbondante acqua dolce. Sgusciarle
tenendo un po' del loro liquido di cottura. In
un tegame far appassire lo scalogno con
l’olio, quindi inserire le lumachine, la
passata di pomodoro e far cuocere per un’ora
a fuoco dolce. Cuocere la pasta in
abbondante acqua poco salata, scolare,
saltare la pasta col sugo delle lumachine.
Una manciata di basilico ed un filo d’olio.
Numero porzioni 4
Ingredienti quantità
rigatoni g 250
passata di pomodoro cl 30
scalogno n. 1
olio extra vergine di oliva
basilico
lumachine fresche kg 1,5
sale q.b.
Zuppa di moscardini con cipolla Tropea allo Sherry al profumo di melissa

Dopo aver pulito i moscardini, porli in una
capace padella con un filo d’olio e l’aglio,
farli cuocere a fuoco basso coprendo con
un coperchio. In una teglia disporre le cipolle
privandone le estremità, con metà dello
zucchero, il vino rosso ed un po'
d’acqua.Coprire e cuocere a fuoco lento per
almeno un’ora. Raccogliere il sugo dei
moscardini e delle cipolle tirandolo in una
padella; aggiungere lo zucchero e lo Sherry.
Disporre nei piatti e guarnire con la foglia di
melissa.
Numero porzioni 4
Ingredienti quantità
moscardini nostrani kg 1
cipolla grossa Tropea n. 4
bicchiere di Sherry n. 1
bicchiere di vino rosso n. 1
olio extra vergine di oliva
(cucchiaio) n. 2
spicchio d'aglio rosso in camicia n. 1
alcuni rametti di melissa
zucchero di canna (cucchiaio) n. 2
sale e acqua q.b.
Sauvignon 2006 Le Barbaterre
Vino bianco frizzante ottenuto da cultura biologica con fermentazione in bottiglia, dal colore giallo dorato. Fine e piacevole l’effervescenza. Al naso gradevolmente aromatico con sensazioni erbacee. In bocca spiccano la freschezza e la mineralità. Servito alla temperatura ideale di 10° C. E’ ottimo con piatti di pesce succulenti.
Capesante con petto d’anatra stufate, tortino di spinaci, formaggio e aceto balsamico tradizionale Colli

Mettere gli spinaci in una pentola far
bollire l’acqua dolce ed immergervi gli
spinaci per venti secondi. Strizzarli bene.
Unire le uova, il sale, la ricotta, il formaggio
e gli spinaci e passarli in un mixer. Imburrare
gli stampini, riempirli del composto e farli
cuocere per venticinque minuti al forno a
bagno maria. Tornire e cuocere le carote in
un po' d’acqua salata. In una padella porre
dell’olio con il rosmarino, far saltare il petto
d’anatra per qualche minuto, lasciare
riposare. In una padella antiaderente far
sfrigolare lo scalogno e l’olio, cuocere le
capesante per poco tempo, quindi disporre
al centro del piatto le capesante, lo sformato
di spinaci, il petto d’anatra tagliato a fettine,
le carote e decorare con alcune gocce di
balsamico.
Numero porzioni 4
Ingredienti quantità
capesante grosse intere n. 16
petto d'anatra n. 1
rametto di rosmarino n. 1
olio extra vergine di oliva
(cucchiaio) n. 4
scalogno e un po' di sale n. 1
spinaci freschi g 600
ricotta fresca g 200
uova intere n. 1
formaggio di capra g 20
sale q.b.
aceto balsamico tradizionale
(alcune gocce)
Scarpette dell’Adriatico ripiene di verdure, grigliate con polenta e salsa nera

Cuocere la polenta nel metodo tradizionale.
Pulire le seppioline tenendo da parte la
vescica del nero. In un pentolino lasciare
appassire lo scalogno con l’olio. Aggiungere
le vesciche del nero col pomodoro passato,
lasciar cuocere per almeno mezz'ora a fuoco
dolce. In una pentola far bollire la scarola
tagliuzzata, quindi soffriggere l’aglio, l’olio
ed il peperoncino. Immergervi la scarola
e farla insaporire. Preparare un ripieno con
pane, formaggio e la scarola, quindi riempire
le scarpette. In una griglia, far colorare le
seppioline. Disporre il sugo ristretto del nero
al centro dei piatti, con la polenta a dischi
e sopra disporre le scarpette.
Numero porzioni 4
Ingredienti quantità
seppioline con il nero n. 20
cipolla n. 1/2
bicchiere di sugo di pomodoro n. 1
scarola n. 1
spicchio d'aglio n. 1
un po' di pane
e formaggio grattugiato
polenta a scelta g 250
olio, sale e un pizzico di peperoncino q.b.